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I trucchi per riconoscere il pesce fresco e conservarlo correttamente

pesce

Il pesce è un’ottima pietanza da servire a tavola. Il suo gusto può essere valorizzato in numerosi modi ma bisogna sempre tenere conto che la freschezza del pesce è una delle chiavi principali per la buona riuscita del piatto.

Si potrebbe facilmente pensare che procurandosi il pesce al mercato, invece che nei supermercati, possa essere più fresco. Tuttavia, non sempre le cose stanno così. Per riconoscere quando il pesce è stato pescato basta avere un po’ di occhio e sapere dove e cosa guardare. Non c’è nulla di difficile e ci renderemo presto conto di quanto la freschezza influenzi il gusto.

Come riconoscere un pesce fresco

È importante saper riconoscere il pesce fresco perché così riusciremo ad ottenere un piatto veramente gustoso senza la necessità di ricorrere a grandi preparazioni complicate che vadano a coprirne il gusto alterato.

Il primissimo fattore di cui tenere conto è l’aspetto visivo del pesce. Se questo si presenta abbastanza rigido ed elastico, e se applicando una leggera pressione resiste, allora è un ottimo segno! La pelle, inoltre, dev’essere di colore vivo, ancora lucida e brillante.
Anche l’odore è un ottimo indizio per la freschezza. Un odore tenue e gradevole, che ricordi il mare indica che il pesce è fresco. Al contrario, odori acri e tendenti all’ammoniaca non lo sono affatto.

Occhi, squame e branchie

Oltre al suo aspetto, anche gli occhi e le squame possono dirci molto rispetto a quanti giorni sono passati dalla pesca. Le squame devono risultare ancora piuttosto resistenti e brillanti, mentre dopo pochi giorni tenderanno a staccarsi piuttosto facilmente.
Gli occhi, invece, dovrebbero essere vivaci e trasparenti. Se questi fossero opachi significherebbe che sono già passati diversi giorni da quando è stato pescato, mentre se fossero infossati allora sarebbe assolutamente da evitare l’acquisto.

Ulteriore aspetto degno di nota è legato alle branchie. Avendo la possibilità di farlo, potremmo sollevarle leggermente e verificare che all’interno la carne sia ancora umida e rosa, altrimenti anche in questo caso la freschezza non sarebbe ottimale.

Corretta conservazione

Fatte le necessarie valutazioni sulla freschezza, è poi opportuno conservare il pesce con estremo rigore per far sì che non vada a male nel nostro frigorifero.
Innanzitutto, appena torniamo a casa puliamolo immediatamente, prima di riporlo, così da andare ad eliminare gli agenti contaminanti che potrebbero essersi depositati sulla pelle.

Infine, se non vogliamo congelarlo, teniamolo ad una temperatura tendente agli 0 gradi, per un massimo di 4 giorni. In questo ci aiuterà molto l’olfatto per capire quando ormai è necessario cucinarlo prima che vada definitivamente a male.

Se, invece, decidessimo di congelarlo, prima di utilizzarlo dovremmo lasciarlo scongelare in maniera naturale, tenendolo ad una temperatura di circa 4 gradi (in frigorifero, ovviamente). Se fosse particolarmente grosso come pesce potremmo anche optare per aiutare lo scongelamento con dell’acqua fredda corrente.

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